N.39 - La costruzione della comunità terapeutica. Un caso di ingegneria terapeutica

La formazione degli operatori

Abstract

L’homo sapiens sapiens ha ereditato un enorme potenziale genetico, selezionato nel corso di moltissimi anni, che si è rivelato indispensabile per la sua sopravvivenza, ma che talvolta manifesta alcuni aspetti vestigiali, inutili o anche fastidiosamente ingombranti, determinando una sorta di dissonanza, un mismatch evoluzionistico. L’aggressività è uno di questi aspetti potenzialmente problematici eppure se ben indirizzata può diventare una risorsa e non sfociare necessariamente in violenza e distruttività, divenendo piuttosto una modalità di adattamento efficace in contesti di civiltà. L’uomo si è evoluto anche per poter portare il conflitto a livello simbolico, esprimendolo ed agendolo attraverso la competizione, ponendo così un argine alla violenza.
Se immessa in processi socialmente evoluti, l’aggressività può tradursi in competizione, o anche cooperazione, ed è comunque una delle componenti della capacità di auto-determinarsi e di affrontare le situazioni più impegnative.
A partire da questa considerazione, l’articolo approfondisce i concetti di autorità, leadership, followership e compito primario, evidenziandone le espressioni funzionali e disfunzionali. L’autore, dopo aver delineato i tratti peculiari delle istituzioni e le sfaccettate funzioni che queste esercitano, descrive la metodologia di indagine e analisi applicate alle istituzioni, frutto degli studi, ricerche ed esperienze realizzate dal Tavistock Institute of Human Relations e dalla Tavistock Clinic di Londra.

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