N.11 - L'adulto nei gruppi con bambini e adolescenti 2

L’adulto e il gruppo in età

Abstract

L’adulto, il bambino il ragazzo, l’adolescente, il gruppo, prospettive terapeutiche sull’incontro dell’adulto con i gruppi dell’età evolutiva, breve introduzione ai nostri lavori per articolare l’istituzionale, il Gruppale, l’individuale. Da molto tempo gli storici della psichiatria hanno notato il rapporto evidente fra la patologia individuale e la struttura sociale, anche se il sintomo individuale e il sintomo sociale non sono in rapporto lineare. Se si guarda alla clinica di oggi, per esempio a quelli che chiamiamo i casi limiti o a tutto quel che s’accompagna al tema della depressione, questi casi sono forse da considerare come il sintomo d’una sociétà senza progetto, senza speranza, se non quello d’una soddisfazione nell’immediatezza. Il sentimento che abbiamo è spesso che la funzione metaforica della parola sia abrasa e che domini la funzione dell’immagine. Comunque non dimentichiamo che ciascuno accede alle forme immaginose della simbolizzazione prima d’accedere alle forme verbali. Bisognerebbe anche interrogare il ruolo della famiglia e delle nuove famiglie e le conseguenze soggettive della scomparsa progressiva della funzione simbolica del padre, ripresa autoritariamente dalla società e dalle sue istanze di controllo, che ci intimano di produrre azioni concrete e visibili, cioè un livello istituzionale capace di codificare atti, valutare azioni utili, di essere efficace. Dobbiamo chiederci se la domanda che ci è fatta (rispondere alla sofferenza dei singoli e dei gruppi) non sia un modo di confinare nello spazio terapeutico una sofferenza generale, una parola che ha perso il suo valore metaforico, per non interrogare in un modo più generale, sulla perdita delle garanzie metasociali e metapsichiche.

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