N.2 - Sogno e Gruppo 2

L’uso dei sogni in gruppo analisi” toccando l’intangibile”

Abstract

I sogni hanno un naturale linguaggio simbolico che può essere difficile da comprendere e ogni sogno è qualcosa di nuovo. Jung paragona i sogni ad un linguaggio straniero sconosciuto. Il simbolo in un sogno è un fatto, esso significa ciò che è. Deve essere compreso, non come se fosse una facciata per nascondersi. Il linguaggio del sognatore è in parte segni e simboli; le figure delle persone sono anche motivi archetipici come i tesori in una caverna, il viaggio dell’eroe, l’oltrepassare un fiume. Una delle forme simboliche dell’archetipo del Sé appare in una Mandala, il cerchio magico, il principale simbolo dell’unità, il Sé trascendente, Jung spesso descrive immagini come questa. Freud affermerebbe che i simboli sono segni con un significato fissato ed un’uniformità di significato.   Il sogno ha cambiato il suo valore nello spostarsi dal punto di vista di una persona a quello di due persone.   Foulkes fu uno psicoanalista classico che scrisse poco sui sogni. Egli credeva come Freud che: “Il sogno è una creazione individuale non destinata ad essere resa pubblica, né per essere comunicata ad altri. Egli sottolinea che i sogni sono influenzati dalla situazione del sognatore e che devono essere compresi nel contesto del transfert. Egli definisce il suo atteggiamento verso il sogno come “condensatore di fenomeni, ” i membri perdono la resistenza e si perdono l’un l’altro a livelli inconsci profondi. Carichi emotivi, sono generati e depositati e poi scaricati in un evento condiviso del gruppo; spesso i sogni sostengono quest’evento. Foulkes enfatizza che il gruppo è lo sfondo del sogno: “Ogni sogno raccontato in gruppo è proprietà del gruppo e dovrebbe essere lasciata al gruppo l’analisi”, per esempio, qualche volta essi sono ignorati, qualche volta sono presi in considerazione, ma essi possono convogliare pensieri che altrimenti potrebbero non emergere.

share

    Comments are closed.