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Parlando con la coppia

G.C. Zavattini – B. Bianchini – M. Capello – L. Dallanegra – M.A. Lupinacci – F. Monguzzi – L. Vitalini.

Psicoterapia psicoanalitica della relazione di coppia. Borla, Roma, 2013, pp. 126, 24 euro

Il volume, ultimo prodotto della collana Psicoanalisi e relazioni-studi su individuo, coppia e famiglia, diretta da R. Tambelli e G.C. Zavattini, si propone di fornire al lettore una esposizione del lavoro psicoterapeutico con le coppie secondo l’approccio psicoanalitico, descrivendone le premesse teoriche, gli obiettivi e la tecnica di intervento. Gli autori, partendo dall’esperienza al Centro studi psicoanalitici per la coppia e la famiglia di Milano “Arcipelago”, hanno voluto raccogliere in questo saggio i risultati del loro percorso formativo in questi ultimi anni con Giulio Cesare Zavattini.

I primi due capitoli sono dedicati alla esposizione, ampia e ben articolata, delle premesse teoriche che fondano il lavoro clinico con la coppia secondo la prospettiva psicoanalitica. Il primo, firmato da Laura Dallanegra, passa in rassegna i principali concetti psicoanalitici, elaborati soprattutto all’interno della scuola Kleiniana, della teoria delle relazioni oggettuali, dell’attaccamento, fino a quella di “campo”, soprattutto nella lettura di Antonino Ferro, che sono stati utilizzati e sviluppati per la comprensione e la concettualizzazione della dinamica relazionale di coppia.

Il gioco delle proiezioni reciproche e le dinamiche della seduta vengono ulteriormente affrontati nel secondo capitolo – di Barbara Bianchini e Lidia Vitalini – in cui sono delineati gli specifici costrutti che fondano il lavoro clinico con le coppie, come quello di incastro inconscio o collusione; più precisamente, come il lettore potrà verificare, si tratta soprattutto dei contributi teorici elaborati dagli autori della British School a partire dagli anni ’60, che costituiscono i riferimenti privilegiati nella trattazione del capitolo, che nella seconda parte entra più nel merito del “terreno relazionale di coppia” e del complesso rapporto tra “concreto e rappresentato”.

La seconda parte del volume è dedicata più decisamente alla tecnica psicoterapeutica nel trattamento della coppia, utilizzando l’assunto che “il paziente è la relazione”, secondo la trattazione di Stanley Rusczynski, James Fisher e Cristopher Clulow della Tavistock Clinic e richiamandosi al concetto di spazio triangolare di Ronald Britton. Fa da cerniera il terzo capitolo, scritto da M.A. Lupinacci e da G.C. Zavattini, che affronta la concettualizzazione teorica del lavoro clinico con la coppia, che fonda anche la tecnica di intervento. Tale collegamento trova un ancoraggio centrale nel concetto di “equilateralità”, che permette una visione plastica, in termini spaziali, della relazione di coppia e del lavoro terapeutico con la coppia ed offre una base solida per affrontare il delicato  problema del lavoro con le coppie, che richiede al terapeuta la capacità di identificarsi con l’esperienza di ciascuno dei partners, ma anche quello di porsi in modo equidistante dai loro singoli stati mentali per riuscire a cogliere quanto caratterizzi la relazione di coppia come elemento terzo e vero destinatario dell’intervento clinico. Dunque una riflessione approfondita, teoricamente fondata, sulla tecnica terapeutica e sulla logica del setting psicoanalitico nel lavoro con le coppie.

Il costrutto di equilateralità, rispetto a quello di neutralità, già ipotecato dal setting individuale e meno precipuo  ai fenomeni che si animano in quello con le coppie,  si presta a cogliere in modo più rispondente ed efficace, anche per la connotazione spaziale veicolata dal termine, la specifica configurazione del setting di coppia, riuscendo a rappresentare la situazione terapeutica nel hic et nunc della seduta, dove il clinico è realmente collocato in una posizione terza rispetto  alla coppia e verso la quale deve sempre mantenersi equidistante.

Il termine dunque esprime attraverso una posizione spaziale quella che più propriamente è una disposizione mentale del terapeuta di coppia. Gli autori danno una chiara descrizione di tali fenomeni nella situazione clinica con una efficace vignetta clinica che mostra i movimenti della coppia in seduta verso funzionamenti narcisistici ed antirelazionali ed il compito del terapeuta, reso a volte difficile dalle inevitabili reazioni controtransferali, che è quello di garantire in modo equanime la possibilità di poter riflettere sulla relazione.

I requisiti del setting nel trattamento psicoterapeutico della coppia vengono più diffusamente descritti e criticamente approfonditi nel capitolo scritto da Marina Capello, specificamente dedicato alla tecnica. La struttura, la conduzione e le funzioni terapeutiche del setting, nella sua componente intrapsichica, del terapeuta (lo stato mentale di coppia) ed organizzativa; i tempi, i modi e l’oggetto delle formulazioni interpretative; la comprensione delle diverse componenti transferali portate da ciascun partner sull’altro, sul terapeuta e sulla situazione terapeutica sono i temi che vengono chiaramente sviluppati e clinicamente motivati con ricchezza di materiale clinico. Ovviamente viene sottolineata la costante attenzione da dare ai movimenti controtransferali, che costituiscono un sensibile strumento informativo degli slittamenti rispetto a quello stato mentale di coppia o di equilateralità, che rimane la posizione di riferimento irrinunciabile nel lavoro terapeutico con la coppia ed, allo stesso tempo, il timone da manovrare con maestria per tenere saldamente la rotta nella conduzione del processo terapeutico.

Chiude il volume il contributo di Fabio Monguzzi che introduce la prospettiva intersoggetivista, estendendone l’applicazione anche alla psicoterapia di coppia e mostrandone le implicazioni nello specifico setting che la caratterizza. Un approccio che tende a valorizzare, come fattore trasformativo, il coinvolgimento del terapeuta nella relazione terapeutica nell’hic et nunc della seduta; coinvolgimento che va monitorato e gestito con grande attenzione, potendo ulteriormente accrescere le difficoltà tecniche e la delicatezza del lavoro con le coppie, legate alla complessità, intensità e molteplicità dei movimenti transferali e controtransferali presenti nella seduta.

Un volume agile ed essenziale, che riesce a dare una visione del lavoro psicoanalitico con le coppie coerente ed efficace, anche per l’ampia presenza di esemplificazioni cliniche, che danno spessore e concretezza ai costrutti teorici ed ai suggerimenti tecnici forniti al lettore.

Nicolino Rossi

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