N.2 - Sogno e Gruppo 2

Sogno e famiglia

Abstract

Le scoperte bioniane hanno gettato una luce profondamente trasformativa sui sogni e sulla loro utilizzazione, chiarendo anzitutto che il sogno non è paragonabile come affermava Freud ad una “micropsicosi”, ma al contrario “preserva la personalità da uno stato virtualmente psicotico” (Bion, 1962). Nei termini bioniani il sogno è il primo stadio nell’evoluzione del pensiero. In questo senso esso si genera solo quando un’esperienza può cominciare ad essere rappresentata. Nella seduta familiare o di coppia in linea di massima dopo il racconto del sogno ogni membro associa altro al sogno. L’interpretazione finale tiene conto del lavoro collettivo, anzi è essa stessa frutto del lavoro collettivo. L’interpretazione considera il sogno espressione del funzionamento globale condiviso, ma dovrà anche rispettare le diversità singolari e le difese individuali. Nella plurisoggettività dello spazio analitico di coppia e di famiglia l’interpretazione accentua la sua dimensione di ricerca e di costruzione di un senso condiviso e si apre al contributo degli altri membri della famiglia che svolgono in questo senso una funzione co-terapeutica. Essa però deve segnalare anche le diversità individuali, le difese del singolo rispetto alle angosce collettive e transgenerazionali, i meccanismi di difesa transpersonali e l’uso dell’altro. In ogni caso la comunicazione di un sogno in seduta rappresenta un punto di elaborazione a cui il gruppo familiare è giunto e un linguaggio simbolico che ha a sua volta stimolato l’elaborazione ulteriore della famiglia.

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