Articoli

MusicaGruppo

Autismo e musica: un incontro spesso riuscito

Abstract

L’interesse dei bambini autistici per la musica è stato rintracciato molto presto e così pure le loro competenze musicali. Perché l’incontro fra il bambino autistico e la musica è possibile quando quello con la parola è così difficile ? L’ipotesi che sosteniamo in occasione di questo articolo è che la musica permetterebbe all’autistia di fare l’esperienza

Continua a leggere

“Un analista alle prese con l’autismo”. Intervista ad Antonio Di Ciaccia

Domanda. Dott. Di Ciaccia, nel 1974 Lei ha istituito in Belgio l’Antenna 110, un’istituzione che ancora oggi si occupa della clinica del bambino autistico, fondando quella che verrà nel 1992 nominata da J.-A. Miller, “pratique-à-plusieurs”.
Sotto la spinta di quale urgenza, ha sentito di dover inventare una pratica che sostenesse e orientasse la modalità di lavoro in équipe degli operatori?

Antonio Di Ciaccia. La prima urgenza era che ero in analisi, dovevo pagare la mia analisi e Lacan era caro. Ho cercato quindi lavoro e ne ho trovati diversi: ho tradotto diverse opere del filosofo Alphonse de Waelhens, del professor Antoon Vergote e di Leopold Szondi. Ma non era sufficiente. Mi capitò allora un incontro fortunato con una Continua a leggere

Gridare, canticchiare e altre espressioni vocali nei bambini con condotta autistica

Le condotte sonore dei bambini destano sempre l’attenzione dell’ambiente adulto, a tal punto che buona parte degli interventi educativi, già nella culla, sono volti alle espressioni sonore. L’adulto interviene, come un maestro d’orchestra, per limitare, fermare, abbassare in volume sonoro e/o in quantità, modulare queste produzioni sonore, così come, sempre lui, interviene per iniziarle,o tenta di modificarle, o ancora, le limita, le rilancia, etc. D’altronde, sarà proprio questo, ciò che susciterà le prime produzioni verbali. Tutto questo gioco sonoro nel quadro famigliare, ma anche a scuola, può ben rappresentare la misura delle sfide dell’espressione, dell’individuazione e del potere. L’intensità sonora, nelle forme di rumore, di grida, costituisce bene, il solo potere fisico che il bambino possiede, e che, fin dalla nascita, ha in comune con l’adulto. Questo stesso, d’altronde, ne è sensibile, addirittura, in tanti casi molto sensibile. Per questo, non vi è nulla di cui stupirsi, se ritroviamo queste condotte sonore nella relazione bambino-adulto, nei casi di bambini portatori di handicap. Ci limiteremo, in questa presentazione, ai bambini autistici. Continua a leggere