Recensioni

“Nelle mani della gravità e del caso” di Thomas H. Ogden

recensione di Walter Iacobelli

Leggendo i suoi saggi, spesso ho pensato che lo psicoanalista americano avesse una scrittura coinvolgente e uno stile narrativo semplice ed immediato. Molte volte mi sono trovato a ripensare i suoi testi come a opere di letteratura, per cui quando ho trovato questo libro sugli scaffali ho avuto un moto di entusiasmo leggendo la dicitura “un romanzo” subito sotto al titolo. Non sapevo che questo fosse addirittura il suo secondo romanzo dopo “Le parti lasciate fuori”.

Il libro ti cattura subito. Christine, mentre gioca con i suoi fratelli, perde l’equilibrio in cima alle scale di casa e comincia a cadere. Ci ritroviamo a leggere trattenendo il fiato mentre la scena sembra andare al rallentatore. 

Questo è l’incipit che ci introduce nella vita dei personaggi di una famiglia, alle prese con la gravità dei corpi e delle azioni che accadono o che compiono nel corso della loro vita. Azioni che avranno delle ripercussioni su tutti i personaggi, influenzandone le relazioni, lo sviluppo della personalità e le loro scelte. 

Il romanzo che ha dei cambi di ritmo ben congegnati ci racconta la storia di Catherine, Damien, Erin, Margaret e Rose. Una famiglia che tenta di contrastare la propria fragilità ripiegando e chiudendosi in sé stessa. Costituita da individui con personalità incomplete, dai ruoli ambigui e da relazioni che tendono alla dipendenza o al rifiuto. Al “troppo” o al nulla. 

Una trama narrativa avvincente che l’autore usa per raccontarci la psicologia dei personaggi. La possibilità di entrare così facilmente nei loro vissuti, grazie alla voce dell’autore, rende il libro ancora più interessante e gli dona spessore.

Con lo scorrere del libro veniamo a conoscenza di segreti familiari tremendi che ci scuotono nel profondo, costringendoci a rimanere incollati alle pagine fino alla fine. Il gioco di “Rocky” tra Erin e Damien è tragico e tenero allo stesso momento. 

Chi conosce Ogden per i suoi libri sulla psicoanalisi, lo ritroverà anche in questo. La veste del romanziere non toglie, anzi aggiunge la possibilità di farci entrare in contatto con il suo acume, attraverso la trama narrativa e i vari personaggi. Chi non lo ha mai letto può godersi un romanzo avvincente ed emozionante che raccomando con forza.

Quarta di copertina

Catherine è solo una ragazzina quando cade dalle scale di casa. Il romanzo si apre con questo tragico evento, spostandosi avanti e indietro nel tempo, da un personaggio all’altro, e abbracciando tre diverse epoche della vita della famiglia. Il racconto segue i protagonisti nella loro crescita, li insegue nel loro animo più profondo e analizza la forza che le diverse generazioni esercitano l’una sull’altra. Catherine, Damien, Erin, Margaret e Rose si muovono fra amore, legami fraterni e rimorso, si trovano a fare i conti con le decisioni prese e a pagare a caro prezzo colpe e inganni inconfessabili. Fin dalle prime pagine del romanzo il lettore è trascinato in una realtà fatta di amarezza, vissuti personali, verità taciute, segreti e relazioni incestuose in cui le soggettività collidono e si legano a doppio filo. Nelle mani della gravità e del caso è un avvincente racconto che si concentra sul mondo interiore non solo dei singoli membri, ma anche della famiglia nella sua totalità.

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