N.42 - Trauma e Gruppo. Lavorare in gruppo con le omogeneità e le differenze

Presentazione

La presentazione della Professoressa Stefania Marinelli introduce in modo essenziale il contenuto dell’edizione perciò vorrei aggiungere solo qualche pensiero a partire dalla mia esperienza personale legata alla Conferenza dell’Istituto di Analisi di Gruppo Rasztów di Varsavia e all’idea di fare questa pubblicazione per la rivista Funzione Gamma.
Prima di tutto vorrei ringraziare Professoressa Stefania Marinelli per aver accettato il nostro invito alla Conferenza di Varsavia, e per l’invito a partecipare a questa particolare e interessante edizione. La ringrazio da parte mia ma anche da parte degli altri partecipanti della Conferenza: Katarzyna Prot-Klinger, Maciej Zbyszewski e Tomasz Kudelski.

L’Italia è stata per anni per me ed è ancora un grande amore. Vedo in questo paese la bellezza, e amo la sua storia, l’arte, la diversità delle persone, la loro ospitalità e cordialità uniche.

Un vissuto personale

Negli ani 1995-1998 ho studiato la musicoterapia presso l”Istituto di Formazione di Musicoterapia (ISFOM) di Gianluigi Di Franco a Napoli. Sono stata la prima e probabilmente l’ultima starniera a frequentare quel corso e suscitavo molto interesse all’epoca. Sembravo “esotica” per il fatto di provvenire da un paese nordico, freddo, rigido. Nell’aria era presente il dubbio e un po’ d’ansia se si potesse trovare un livello di comprensione, se ci si potesse comprendere non solo al livello di lingua.
Il distacco del Nord verso l’emotività del Sud. Ce l’abbiamo fatta e quell’esperienza mi ha portato ad innamorarmi della psicoterapia e mi ha aiutato a sviluppare la curiosità dell’altro, dell’uomo come tale.
Per lavoro cerco di seguire la letteratura  italiana del campo della psicoanalisi e così ho conosciuto il libro di Stefania Marinelli “Il Gruppo e l’Anoressia”. Oltre il tema che mi è sembrato molto interessante, mi sono innamorata della lingua dell’autrice, molto musicale, melodica, poetica e piena di amore. Ho desiderato conoscerLa ed è così che ho avuto l’idea di invitarLa alla nostra Conferenza.
La Sua relazione è stata più che interessante e ha generato vari pensieri ed associazioni non solo nel Suo discussant, ma anche nell’audience raccolta presso la Biblioteca dell’Università di Varsavia. Ancora una volta ho sperimentato la connessione di due mondi a me vicini.

Ciò che ci ha uniti è stata l’apertura reciproca, il metodo della gruppo-analisi ed il desiderio di comunicare fra noi.
L’effetto di questo “ponte” è davanti a Voi.
Buona lettura!

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