recensioni

Psicoanalisi di gruppo. Teoria, Tecnica, Clinica

Di Riccardo Romano
Recensione di Giada Cardarilli

Riccardo Romano nel suo libro Psicoanalisi di gruppo parte da una base teorica che fa riferimento a Freud, Bion e Corrao, per affrontare una molteplicità di aspetti gruppali. L’organizzazione del potere, il gruppo assente, le emozioni, il rito del silenzio e del riconoscimemto sono solo una piccola parte della ricca epistemologia di psicoanalisi di gruppo che l’autore sviluppa nel volume.

Romano suddivide il libro in tre parti: teoria, tecnica e clinica coniugando approfondimenti tematici, varietà di argomenti e sintesi, finalizzato alla conoscenza, alla creazione e alla cura nella dimensione gruppale.  Un resoconto di una ricerca scientifica ultratrentennale da lui condotta basata sulla conduzione di gruppi.

Mi è rimasto impresso un paragrafo sulle emozioni in cui l’autore paragona l’insorgere di una forte emozione nel gruppo ad una inondazione come quelle che periodicamente riguardavano il Nilo. Gli antichi egizi avevano consapevolezza che dopo qualche tempo si ritiravano e che tale calamità naturale era al contempo fonte di grande ricchezza. Si perdevano i confini dei campi e le proprietà dovevano essere ricostruite.  Per Romano questo vale anche per lo straripamento emotivo nel gruppo e riprendendo le sue parole è un bene che i partecipanti acquisiscano dall’esperienza che lo straripamento non significa una catastrofe finale, anzi si può sperimentare come le inondazioni affettive lascino una volta rientrate non solo un humus affettivo fecondo ma confini individuali cambiati.

Nella seconda parte l’autore esplicita la tecnica partendo dalla costruzione del gruppo, dove tiene in molta considerazione il processo iniziale della nascita del gruppo nella mente dell’analista e quello successivo che riguarda la costruzione e la nascita reale del gruppo. Il funzionamento formale riguarda le regole, le eventuali deroghe e poi il setting che comprende lo spazio e il numero dei partecipanti. Romano ci spiega inoltre come l’uso del mito nella dimensione gruppale possa descrivere alcune relazioni nel gruppo e tra l’individuo e il gruppo, grazie all’universale capacità comunicativa del mito.

Nella terza parte che riguarda la clinica, l’autore tratta i gruppi privati e istituzionali, quelli mono o plurisintomatici senza tralasciare i gruppi monotematici, più in generale tutte le situazioni in cui può essere applicato il metodo.

La sensazione che si ha finendo di leggere questo testo è che l’autore abbia svolto un lavoro capillare ricco e rigoroso su tutti gli aspetti che riguardano la psicoanalisi di gruppo, le idee ben chiare riguardo la tripartizione teoria tecnica e clinica portano il lettore ad evincere che  è sulla pratica clinica gruppale  che si articolano e si declinano tanto la teoria quanto la tecnica della psicoanalisi di gruppo presentata da Riccardo Romano.

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