N.46 - La musica, il gruppo e l’inconscio

Bion & Gould

Abstract

Il pensiero di Bion e Gould, rispettivamente in psicoanalisi e in musica, mostra una concordanza significativa e interessante.
Entrambi gli uomini sono considerati mistici, nel senso di sostenitori di idee altamente innovative (messianiche), in particolare per la loro capacità di avvicinarsi alla “verità” e di influenzare la cultura e l’establishment in modo rivoluzionario.
Favoriscono la regola dell’improvvisazione, grazie alla quale viene effettuata la transizione da una funzione formale / esecutiva a una funzione creativa. La tecnica, a sua volta, non dovrebbe mai essere separata dal contenuto al di fuori della consapevolezza logica: concentrandosi su entrambi gli aspetti contemporaneamente, può sorgere un nuovo punto di vista. Tuttavia, la tecnica non dovrebbe imporsi all’interpretazione, ma dovrebbe rimanere “in secondo piano”. Perché ciò accada è anche necessario avvicinarsi all’ignoto, qualcosa di assolutamente non conoscibile che ogni seduta analitica (brano musicale) propone grazie alla sempre rinnovata relazione tra paziente (ascoltatore) e terapeuta (interprete).

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