N.34 - Psicoterapia di gruppo ed aree di confine della psichiatria contemporanea

Funzione del Gruppo MultiFamiliare: cura della psicosi e organizzatore dei servizi

Abstract

Questo lavoro intende mettere in discussione e apertamente contestare il modo in cui l’esclusivo paradigma medico contemporaneo predominante consideri la psicosi e costruisca di conseguenza i propri dispositivi d’assistenza.
Si chiede al lettore di fare un’analisi più profonda e più legata alle esperienze quotidiane rispetto all’ affidarsi ad un’eccessiva medicalizzazione, oggi predominante, che impedisce di mettersi nei panni dell’altro, in questo caso, in quelli di colui che viene definito come “pazzo”.
Così in questo articolo si insiste nella dimensione sociale e familiare della psicosi, contestualizzandola come espressione dei traumi e delle trame patologiche in cui le interdipendenze reciproche patogene violano i diritti umani di tutti i pazienti e dei partecipanti ai gruppi multifamiliari.
La mentalità e la modalità di cura del paradigma medicalizzante predominante non può essere accettata rispetto agli stati mentali di vulnerabilità delle situazioni umane nelle manifestazioni psicotiche.
Gli apporti della psicoanalisi multifamiliare, visti anche come tutela dei diritti umani, nella totalità dei casi, risulta di maggiore utilità sia nella prassi, sia nella relazione con i pazienti.
Il gruppo di ricerca del CIPRES propone quindi una nuova concezione della disciplina “riabilitazione” che possa aiutare al cambiamento epistemologico e, quindi al cambiamento del paradigma.

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