N.19 - Verità e evoluzione in "O" nell'opera di Bion

L’esperienza dei mistici e quella dello psicoanalista dal vertice di Bion

Abstract
L’autore propone di esplorare l’affermazione che alcune condizioni mentali di accesso alla esperienza mistica possono fare parte del vissuto psicoanalitico. Questo avvicinamento conferisce allo psicoanalista la possibilità di impiegare elementi della disciplina di alcuni mistici per pensare la esperienza della seduta, senza che questo significhi uguagliare le due situazioni, o intendere la Psicoanalisi come un atteggiamento religioso o mistico. A Bion, non passò inosservata questa vicinanza, arrivando ad affermare che i fatti psicoanalitici possono essere espressi adeguatamente, prendendo come modello l’esperienza dei mistici. Nel prenderla come modello, egli l’usa come costruzione provvisoria per dare significato ai fatti osservati nell’esperienza con il paziente. A partire da questa approssimazione metodologica e, prendendo come modello di base le concezioni di Negatività, Fede ed esperienza di Indicibile, che sono applicabili all’avvicinamento alla Realtà Psichica (o inconscio), l’autore riprende i contributi di Bion per situare la Psicoanalisi come un’esperienza aperta all’ignoto di ogni seduta. La proposta della Psicoanalisi non è decifrare la mente, ma collocare l’analizzando di fronte al mistero della stessa, in un contatto che non appartiene al campo del discorso, ma che costituisce un’esperienza emozionale di trasformazione viva nella relazione analitica.

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