N.4 - La psicoterapia di gruppo con pazienti psicotici e borderline

Scena-Modello e fasi del gruppo in un gruppo di giovani psicotici cronici

Abstract

In questo lavoro, gli autori tentano di dimostrare l’utilità di accostare l’uno all’altro due concetti importanti: il concetto di successione di posizioni i un gruppo e quello di scena-modello, applicati alla terapia di gruppo di giovani psicotici ospiti di una Istituzione Terapeutica Residenziale. La scena modello e’ paragonabile ad una metafora che caratterizza ogni fase del gruppo, che permane nel tempo ed alla quale i vari membri del gruppo si riferiscono. Viene sottolineato un momento di passaggio nella terapia di gruppo da una prima fase o posizione di non differenzizione ad una seconda in cui iniziano ad emergere bisogni di riconoscimento nei pazienti. Questa seconda fase viene definita di “autorappresentazione”in quanto alcuni pazienti hanno presentato una forte esigenza di riconoscimento personale e di consapevolezza delle loro esigenze; se da un lato tale processo e’ necessario allo sviluppo individuale, dall’altro esso rischia di essere pericoloso per l’unita’ del gruppo terapeutico. Gli autori ritengono che l’uso della scena modello possa essere una strategia terapeutica utile a favorire l’individuazione all’interno del gruppo. La scena modello assume diverse caratteristiche e funzioni a seconda della fase del gruppo in cui compare, essa puo’ essere una utile chiave per comprendere in quale fase il gruppo si trovi.

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