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Il padre altrove. Commento al film “Mille miglia lontano” di Zhang Yimou

Abstract

L’articolo permette di esaminare la perdita e riappropriazione della funzione paterna in una cultura diversa dalla nostra e gli aspetti differenti oltre a quelli simili. Per quanto riguarda questi ultimi, nel film, la funzione paterna risponde alla necessità per il bambino di un riferimento esterno al suo rapporto con la madre che sappia comprendere e tollerare i sentimenti negativi che si affollano nel momento della separazione da lei. Il padre albeggia nella sua funzione se sa stare lì senza reagire a boomerang. Quando ciò è avvenuto il figlio può accettare un gruppo dopo che sia la funzione materna che quella paterna hanno testimoniato la loro presenza. Non si può che essere d’accordo anche dal nostro punto di vista “occidentale”. Il film ci descrive però anche la riappropriazione della funzione paterna da parte del padre giapponese lungo un percorso dove quest’ultimo si muove da un punto zero dove ritorna simbolicamente ad essere simile ad un bambino per attraversare le diverse tappe della crescita che gli permettono di comprendere le sofferenze del figlio dalle quali precedentemente era fuggito perdendo così il contatto con lui. Una modalità inconsueta di scoperta di sé, del figlio e della loro possibilità di relazione, anche dopo la morte.

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