N.34 - Psicoterapia di gruppo ed aree di confine della psichiatria contemporanea

Un Viaggio di Scoperta Condiviso -La psicoterapia psicoanalitica all’interno di un’istituzione psichiatrico

Abstract

La cultura di un’istituzione dipende dal modo in cui essa rende possibile agli individui utilizzare il suo spazio psichico; l’istituzione può sostenere la capacità di pensiero o attivare meccanismi difensivi e ostacolarla facendo prevalere posizioni ideologiche. Il gruppo psicoanalitico di cui vi parlerò è stato influenzato dalla cultura dell’istituzione nel quale era inserito. Pensieri, affetti, espressioni linguistiche e somatiche tipiche dell’istituzione vennero portate dentro al gruppo seppur fosse delimitato dal setting che ne stabiliva i limiti ma con cui era al contempo in relazione dinamica. In questo lavoro tento di mettere in evidenza l’importanza di adottare una prospettiva di campo che ‹‹permette di cogliere, da un lato gli elementi mentali comuni, raccolti per così dire, in un unico pool condiviso, dall’altro in che modo ogni singolo individuo contribuisce›› (Correale, 1991). Inoltre sottolineo l’influenza che il gruppo ha sull’analista che risponde in modo personale alle sollecitazioni comunicazionali del soggetto. La proiezione del paziente allontana i contenuti conflittuali per l’Io, si presenta il problema di come un soggetto riesce a far rispondere l’altro (analista) con cui interagisce. Il lavoro psichico del terapeuta consiste nel contatto con le proprie aree dormienti investite dalle evacuazioni del paziente. La funzione α dell’analista ha permesso al gruppo di tollerare il buio e l’assenza di senso, in attesa che uno spiraglio di luce permettesse di intravedere nuove strade da percorrere.

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Un Viaggio di Scoperta Condiviso_GRASSO_ITA_05

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