N.7 - Individuo Gruppo e Natura

Una rapida guida agli articoli di questo numero

Titolo dell’articolo: Il Genius Loci: Una funzione della regolazione affettiva di un gruppo di Claudio Neri (Italia)

Abstract

Questo articolo costruisce un quadro di una caratteristica che è condivisa da entrambi luoghi e gruppi. Ciascun luogo e ciascun gruppo ha un “Genius Loci” che può essere comparato a una divinità, la cui presenza continua, dà carattere, coesione e ‘spirito’ a quel luogo o gruppo. In natura <<Il Genius Loci cerca di mantenere un equilibrio congeniale tra acqua, vento, vegetazione, edifici, etc. Al contrario, viene irritato se le caratteristiche ed l’armonia di un luogo specifico sono modificate da azioni o gesti che sono al di fuori della sua natura>>. Nei gruppi di lavoro il Genius Loci è in armonia con il leader del gruppo, ma non è il leader del gruppo. L’identità del gruppo è fortificata e sperimentata dal Genius Loci e i partecipanti sono assistiti nell’esprimere affetti dalla presenza del Genius Loci. Questa nozione aiuta a liberare il leader dall’idea irrealistica che lui è la sola persona che può aiutare il gruppo a funzionare. In questa articolo Neri si serve dell’aiuto di antiche storie Romane per tenere insieme concetti che raramente sono collegati con successo: quelli di gruppo, di individuo, di luogo, di natura e di comunità. Un così potente legame tra individuo, gruppo e natura dovrebbe aiutare riconciliare un mondo che attualmente è alienato dalla natura.

Titolo dell’articolo: Facilitare lo scambio: Confini ed la dialettica dell’umana-natura di Marianne Spitzform (Stati Uniti)

Abstract

Questo articolo sviluppa il concetto, secondo cui, cui gli esseri umani perdono la loro abilità a legarsi alla natura a causa di una impermeabilità di confini. Animali predatori come gli orsi Grizzly possono essere considerati come gruppi con i quale gli esseri umani potrebbero potenzialmente legare a un livello psicologico, piuttosto che attaccarsi fisicamente e psicologicamente. La Spitzform afferma che i concetti della psicoanalisi di gruppo sono molto utili nella nostra comprensione dello sviluppo delle relazioni umane con la natura e nel lavorare con altri per aiutarli a costruire migliori relazioni con la natura. In particolare, i concetti di identificazione, di contenimento, di regolazione dell’ansia e di immaginazione sono utili.

I confini del “sé ” e del “gruppo” hanno bisogno di estendersi per includere la “natura” nella nostra sfera personale e collettiva, e fare questo richiede una comprensione delle necessità psicologiche di quelli con cui lavoriamo. Lo scopo dell’articolo è ben riassunto dalla frase conclusiva: <<Quando il senso di sé include la capacità di identificarsi con altri non-umani, contiene e modula l’ansia, e fa un uso creativo dell’immaginazione, saremo più capaci di ricevere, permeabilmente dal mondo naturale come anche di avere un impatto su di esso>>.

Titolo dell’articolo: Sperimentare interazioni: Cosa costituisce i legami delle relazioni col mondo?  di Johanna Haskell (Stati Uniti)

Abstract

Questo articolo esplora la condizione umana di essere una parte integrante della rete dell’umanità e della natura. L’autrice sfida l’idea che le persone esistono come individui distinti e suggerisce invece che c’è un continuo legame tra le persone e l’ambiente nel quale vivono. Una persona può essere vista come simile all’occhio di un uragano, apparentemente vuoto, ma al centro di molta attività. Corpo, mente e mondo sono in continua interazione reciproca così che le idee convenzionali di sperimentare e di apprendere non sono più attinenti. Sperimentare, apprendere e interagire sono una cosa sola. In quello che la Haskell descrive come il ‘paradigma inattivò, gli studenti della ‘educazione all’aperto’ sono incoraggiati a osservare la crescita delle connessioni tra sé, gli altri, il mondo intorno a sé e la propria esperienza. In questo modo, gli studenti costruiscono un potente e durevole vissuto di esperienza connesso con gli altri e con la natura.

Titolo dell’articolo: Psiche e ambiente di Anna Noonan (Australia)

Abstract

Questo articolo offre una critica rispettosa degli effetti negativi del mondo Judaico-Cristiano e del punto di vista della psicoanalisi tradizionale. Per esempio la Noonan osserva <<come la struttura della lingua Occidentale continua a descrivere la materia come esanime ed inesauribile, al contrario la struttura delle lingue tradizionali che riconosce l’animazione, la fragilità ed il limite, lavora contro i disastri artificiali ambientali che saranno limitati>>. Il lavoro integra la visione junghiana con le idee più recenti che riconoscono il Mondo come un singolo sistema vivente limitato, e che gli individui (mente e corpo) come anche i gruppi sono tutti una parte di quel sistema. Allargando la visione del gruppo, includendo la società e i sistemi politici, l’autrice descrive il modo in cui gli statisti e i sistemi politici, come un barattolo di metallo, tutto facilmente può esacerbare la separazione tra persone ed ambiente e perciò essere distruttivo per la società e la natura.

Titolo dell’articolo: Un senso del luogo: Come spazio e mente si combinano per creare il luogo di Chris Loynes (Inghilterra)

Abstract  

In Inghilterra il “training dello sviluppo” è una disciplina nota, che combina l’uso di attività basate sull’avventura e sul processo di gruppo per creare un cambiamento in aggregazioni, organizzazioni ed individui. Un’ alta proporzione del training dello sviluppo avviene all’esterno ed è in questo contesto che Loynes considera con uno sguardo critico come l’esterno è visto dai formatori dello sviluppo. L’articolo comincia con un’esplorazione della nozione di ‘luogo’, ed include una serie ampie considerazioni su come si relazionano luogo e corpo, sensualità, comunità, mondi interni psicologici e spiritualità. L’articolo fornisce una intensa e acuta descrizione di come i piccoli gruppi di persone sotto un comando competente possono intraprendere programmi attivi e avventurosi nell’ambiente naturale e fornire beneficio al sistema persona-ambiente.

Titolo dell’articolo: Scoprire tempo e luogo

Autore: James Telfer (Australia)

Abstract

La dislocazione è il tema di questo articolo. Telfer costruisce un quadro particolareggiato della vita di una persona di cui il mondo interno è danneggiato da una dislocazione del tempo e dello spazio. Ha avuto bisogno dell’aiuto della terapia per ritrovare un “luogo” piuttosto che sentirsi persa. L’applicazione dei principi della psicoanalisi della teoria dell’attaccamento costruiscono una forte e profonda descrizione di come individui, famiglie, società e gruppi divengono dislocati, cioè alienati da un senso di luogo sconnesso dalla storia di ciò che altrimenti sarebbe il loro luogo. Il potere della comunicazione di Telfer può probabilmente essere meglio riassunto citando le parole del suo lavoro: <<Non esiste nessuna persona reale senza il proprio luogo, proprio come non c’è nessuna cosa come un bambino senza la propria madre>>. Il ruolo del mondo naturale allora diviene molto più significativo di quello che è considerato di solito. La conclusione del punto di vista di Telfer è che noi umani dobbiamo avere i nostri propri luoghi fisici speciali allo scopo di sopravvivere come individui, come gruppi e come società. Questo argomento è sostenuto fortemente dalle credenze spirituali degli Aborigeni australiani la cui cultura egli rappresenta.

 

 

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