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Intrecci e Attraversamenti Sfide per il Futuro. Riflessioni a partire dai disvelamenti della pandemia

Di AAVV. Prefazione di E.Borgna e G.Cantarella
EM Edizioni Mercurio

Di Stefania Marinelli

L’inaspettato avvento della pandemia con le sue dimensioni drammatiche pare avere diviso il mondo delle culture sociali, psicologiche, psichiatriche in due metà : coloro che da subito a entravano nel merito per assumere una parte, per valorizzare la comunicazione e il sostegno ; e coloro che hanno atteso e appuntato lo sguardo al futuro, in attesa di individuare meglio il senso di marcia degli eventi, per non giudicarli mentre accadono.
Questo libro si presenta trasversale fra i due orientamenti perché tratta temi pluridisciplinari a diverse dimensioni di piano e senso – come le culture e le istituzioni sociali, l’evoluzione di quelle psicologiche, la valutazione antropologica e storica, che tendono in un insieme complesso ad abbozzare panorami in movimento.
Però leggendo con una attenzione maggiore il testo con le sue molteplici facce e versanti il libro rivela, « svela » come recita il titolo, per mezzo dei suoi numerosi interessi un punto di vista più interno. Durante la sua lettura abbiamo modo di acquisire una nuova nozione : quella di un neoumanesimo, lo chiamerò così, in evoluzione, sorto dal mondo precedente e attraversato dalla rottura nel momento della sua massima espansione. Un neoumanesimo che sembra assumere una critica radicale e volter ripartire da zero : fare tabula rasa dei dualismi, dei conflitti e contraddizioni, che producono sciagure.
Nei vari Capitoli a tratti esplicitamente è configurata o preconizzata l’idea di un ricorso ad una « saldatura » : costruire un più affidabile strato di certezze, da cui sarà bandito l’incontrollabile, l’inconscio, mentre sarà rafforzata e uniformata una educazione (politica, sociale, psicologica, antropologica) capace di puntellare cultura e azione umana condivise, e contrapposte per grandi blocchi. Se nel mondo delle angosce millenariste Kaës (1) additava l’allarme per la sparizione della funzione del Preconscio nei gruppi e nell’individuo e i rischi connessi al restringimento delle aree « transizionali » (nel senso di Winnicott), nel mondo emerso oggi dalla delusione la società umana, provata e in cerca di modificare le sue concezioni del legame sociale e dell’esperienza che lo sostiene, pare orientarsi verso risoluzioni più decise. Queste pendono più dalla parte della saldatura degli strati di cui l’esperienza e il legame si compongono, che dalla parte del loro riconoscimento o bisogno di integrazione.
Questo libro rendiconta e esemplifica ricerche in molteplici campi – della sanità, della scuola, delle strutture per anziani, per disabili, delle istituzioni forensi, del volontariato – assumendo infine il prezioso vertice del gruppo/contenitore, che metabolizza, forma, pensa le dinamiche sociali che lo governano e plasmano la comunicazione fra soggetti e gruppi e fra gruppi. Il lavoro collettivo del libro, scienza servizievole o circolo ermeneutico dei saperi, torna sui suoi temi in forma di spirale sì. Ma non per ripetere la mancanza di una visione o di una via di uscita dal caos. Piuttosto per usare il caos come risorsa che dia forma e coerenza all’esperienza comune.
Il libro pone al lettore quesiti importanti, in un momento in cui l’equilibrio fra culture locali, globali e transcontinentali promana sensazioni e idee complesse per tutti, gruppi, e individui appartenenti a gruppi. Il libro parla in termini più diretti e meno, più certi e meno, della pandemia e delle angosce scaturite dal suo avvento contagioso, ma anche del gruppo che contiene le risorse e del gruppo globale che va evolvendo e plasmandosi.

1). Vedi Kaës R. (1996), Il gruppo e il lavoro del preconscio in un mondo di crisi, Koinos Gruppo e Funzione Analitica, anno XVII,1, Gennaio-Giugno 1996.

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