N.26 - Sensorialità, Corporeità, Sessualità nel Gruppo

Notazioni sul significato dell’abbigliamento nel gruppo

 Abstract

In questo articolo abbiamo voluto dimostrare che l’attenzione e il processo analitici non hanno limiti di ambito e di escursione di piani e dimensioni diverse: tali dimensioni possono presentarsi simultaneamente e riferirsi a differenti semiotiche e per questo motivo l’enucleazione degli elementi sociali e concreti del setting di cura è complessa e faticosa. Searles parlava del volto dell’analista in seduta che è in realtà il volto del paziente (1986) e indicava le occasioni nelle quali anche quando le parole non sono state efficaci o possibili, si può usarlo per rappresentare visivamente e scenicamente sensazioni ancora elaborabili. Credo che anche l’abbigliamento possa fungere da contenitore iconico importante per gli elementi meno in vista ma significativi sulla scena psichica della cura e in particolare nel campo percettivo e sensoriale condiviso dal gruppo, che risuona con le parti più indistinte dell’identità. Tre vignette cliniche aiutano a comprendere la validità di un’attenzione analitica all’apparenza meno significativa.

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