GruppoRito

Risonanze e riflessioni sui lavori di Marinelli, Mellier e Neri presentati al Convegno “Gruppo e rito”

Abstract

Il tema Gruppo e Rito mi pare di particolare pregnanza in questo momento storico di profonda complessità con pericoli di chiusura nel proprio “particulare” che stimolano un narcisismo disgregante e pericoloso. Il piccolo gruppo analiticamente condotto non solo può essere un valido modello per affrontare le chiusure narcisistiche ma anche può curare in modo privilegiato il malessere contemporaneo, caratterizzato da inibizione delle funzioni preconsce di creatività e di simbolizzazione. Questa mancanza viene esaltata nei momenti di cambiamento profondo, di eventi mutativi, quali la nascita, la morte, le stagioni della vita, l’amore e la guerra. I riti sono importanti, per contenere, per dotare questi eventi di significato, riallacciando legami sostenitivi, sia per l’individuo sia per il gruppo tutto.

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TraumaGruppo

Il modello gruppoanalitico per la costituzione di una identità personale e sociale dinamica

Abstract

Il modello gruppoanalitico per la costituzione di una identità personale e sociale dinamica. L’identità ha bisogno del tempo per costituirsi, per imparare ad essere flessibile e a trasformarsi, mantenendo un senso di continuità del Sé, un tempo difficile da trovare nella società contemporanea dominata dall’idea del tutto subito. Noi, come psicoanalisti possiamo aiutare a far ripartire il tempo in tutte le sue articolazioni da quella che Pontalis (1997) ha chiamato la Quinta stagione, un nome evocativo per designare l’inconscio, inteso come sistema aperto. La relazione analitica dà al tempo il suo spessore e le cifre specifiche per ogni soggetto che lo attraversa. L’aspetto peculiare del lavoro gruppoanalitico è dato dal fatto che le narrazioni del singolo vengono arricchite e amplificate anche dalle interazioni e dai racconti degli altri con la produzione di movimenti fondamentali verso una sana individuazione e il piacere, e non l’obbligo, della condivisione e dell’appartenenza. Ogni partecipante sperimenta direttamente, seduta dopo seduta, il valore fondativo dell’altro per la costituzione della propria identità. La cultura flessibile e in continuo divenire che si respira fa si che il soggetto non venga appiattito sul sintomo e nemmeno sulla propria appartenenza sociale.
Tutto ciò non avviene senza conflitti che a volte possono degenerare in scontri che il terapeuta deve poter trasformare in una nuova e creativa consapevolezza identitaria, che non teme di meticciarsi con l’identità dell’altro. Questa tematica può essere un valido modello anche per il sociale contemporaneo che non può eludere il confronto con la migrazione che continuerà ad aumentare. E’ auspicabile che il modello gruppoanalitico possa aver diritto di parola nella nostra

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EdipoGruppo

Scena primaria, il gruppo analiticamente orientato e le configurazioni edipiche

Abstract

Questo scritto si propone di evidenziare come i mutati contesti sociali abbiano potenzialmente modificato le fantasie e i vissuti relativi alla scena primaria e alle configurazioni edipiche, riducendo lo spazio alla immaginazione e ai processi di soggettivazione, con il rischio di ricadute negative sia a livello del soggetto sia delle sue modalità relazionali. L’autrice sostiene che il gruppo analiticamente orientato possa essere quell’ambito che permette il recupero di un pensare immaginifico e creativo, capace di nutrire il soggetto e ampliarne le modalità relazionali, senza cadere nell’errore di scambiare la parte con il tutto e di aderire a pregiudizi omologanti.

Il gruppo, infatti, porta i partecipanti a rivisitare le tappe essenziali dell’esistenza, a rivedere le proprie fantasie sulla sessualità, sui rapporti fra le generazioni e sugli aspetti transgenerazionali, insieme a tutta la complessità delle configurazioni edipiche attuali. La possibilità di affrontare gli aspetti mortiferi che attraversano la tragedia edipica,

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PicassoSaltimbanchi

Gruppo a tempo determinato per pazienti cardiopatici

Abstract

Una analisi del dispositivo di gruppo, messo in relazione dall’autrice con la composizione omogenea o mista del gruppo, con il contesto e con il limite temporale, descrive una sua funzione specifica nel favorire i processi interni al gruppo di oscillazione fra la fusione omogenea e la spinta alla individuazione. Sono riportate e alcune sedute di gruppo con pazienti cardiopatici al fine di mettere in evidenza le funzioni di reintegrazione della relazione fra aspetti corporei e psichici. Continua a leggere

PieroSogno

Sognare e pensare di gruppo: la nascita del mito

Abstract

Il considerare il gruppo e l’individuo come punti diversi di un continuum permette il superamento di una presunta dicotomia ontologica tra individuo e gruppo, dal momento che l’individualità specificamente umana può essere intesa in termini relazionali così che Continua a leggere

MatisseFormazione

Presentazione, Gruppi omogenei a termine nella formazione e nella clinica medica

Sempre più di frequente le richieste di formazione alle dinamiche gruppali oggi riguardano aree di emergenza e di frontiera, dove sono necessari interventi mirati e limitati nel tempo; come scrivono Giannelli e Zucca “a nuove domande, nuove risposte”. Le istituzioni e le patologie emergenti non accettano tempi lunghi. Nel pubblico inoltre i gruppi di lavoro o di cura sono spesso caratterizzati dall’omogeneità. Omogenea può essere la richiesta da parte degli utenti (es. familiari di pazienti cardiopatici o affetti da malattia neoplastica che si riuniscono per affrontare i cambiamenti, le ansie e le angosce indotte dall’insorgere della malattia ; persone che hanno subito eventi traumatici che necessitano di una elaborazione; membri di un gruppo di lavoro accomunati dalla medesima richiesta formativa), omogenea può essere la diagnosi che caratterizza i membri del gruppo (diagnosi relativa a problemi psichici, somatici o psicosomatici) omogenee possono essere l’appartenenza di genere, la fase della vita da affrontare (adolescenza, vecchiaia) o le specifiche problematiche dei partecipanti al lavoro di gruppo.
I gruppi omogenei sono caratterizzati dalla facilitazione nei confronti dei movimenti fusionali a tutti i possibili livelli e da una maggior lentezza e resistenza Continua a leggere

MatisseFormazione

Riflessioni sulla supervisione di gruppi con pazienti sieropositivi con disturbi di personalità

Abstract

Sono evidenziate le specificità del gruppo terapeutico per i pazienti sieropositivi e del lavoro che è possibile fare perché il pensiero della morte ridia o dia per la prima volta il senso di sè e del proprio valore come persona, il senso della propria irripetibilità e unicità come essere umani e permetta che il passaggio dal tempo maniacalmente “infinito” del soggetto sano, al tempo realisticamente e potenzial Continua a leggere

BronzinoBionFoulkes

Ripensando a Foulkes ed agli assunti di base, “italianiter”…

Abstract

L’autrice sottolinea l’influenza degli scritti di Foulkes e Bion nello sviluppo di una cultura gruppale anche in Italia, all’interno della quale si è potuta costituire una rete Continua a leggere

Senso

Presentazione del numero “Sensorialità, Corporeità, Sessualità nel Gruppo”

Condivisa in tutti gli scritti di questo numero di Funzione Gamma è una visione olistica del rapporto psiche e soma  laddove anche la sensorialità, come sostiene Corbella nel suo lavoro viene “ intesa sia come proprium del vivente sia come umana esperienza soggettiva dell’operare dei nostri sensi,  si collega al corpo e alla mente e fornisce la base della sessualità, del piacere e del dolore, e dunque del nostro essere nel mondo”.
L’edizione è aperta dal contributo di Friedman sul sogno nel gruppo, in quanto momento di integrazione riuscita fra psiche e soma, dove l’individuo è presente nella sua interezza: questa edizione vuole ricordare che quando i sogni nascono dagli aspetti preconsci costruttivi aprono a nuove prospettive e anche a nuovi percorsi sinaptici.
In particolare nel suo armonico e articolato scritto Note su sensorialità, corporeità, sessualità nel gruppo  Paola Russo sottolinea come gli esseri umani interroghino il mondo attraverso i sensi e come il setting di gruppo sia attento appunto anche alla comunicazione non verbale perché Continua a leggere

Senso

Il gruppo: specchio privilegiato per la persona

Abstract

Dopo una sintetica rivisitazione del rapporto psiche-soma nel mondo occidentale, si analizza il rapporto fra Amore ed Eros nella relazione fra uomo e donna, fino a trattare il momento procreativo. Si evidenzia come l’attesa di un figlio, la gravidanza, il parto, abbiano nel momento storico attuale delle conseguenze complesse con ricadute problematiche per il rapporto di coppia diverse da quelle delle generazioni precedenti. Particolare attenzione, grazie agli esempi clinici, viene data alla procreazione medicalmente assistita e alla ricaduta negativa che questa esperienza spesso provoca nella coppia genitoriale. Si auspica la costituzione di gruppi omogenei, rispetto al tema della procreazione assistita, in modo da rendere condivisibili,  parlabili e affrontabili i microtraumi che Continua a leggere

sogno e gruppo

Potenzialità trasformative del gruppo

Abstract

L’autrice intende chiarire anche con un esempio clinico alcuni aspetti del lavoro di gruppo, la sua potenziale efficacia per le patologie adolescenziali in cui spesso la famiglia di origine non è stata in grado di fungere da adeguato contenitore. In questi casi il gruppo terapeutico, date le caratteristiche descritte, può offrire un rassicurante Continua a leggere